Tra gli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, il Giro del Piemonte vive una stagione di profondi cambiamenti. Dopo le origini saldamente legate ad Alessandria e il successivo periodo torinese, la corsa comincia a esplorare con maggiore libertà le strade della regione. Nel 2000 la manifestazione viene cancellata a causa della violenta alluvione che colpisce il Piemonte, mentre nel 2007 sono i problemi economici a impedire lo svolgimento della corsa. Nonostante le interruzioni e le trasformazioni, l’albo d’oro continua però ad arricchirsi di nomi prestigiosi: da Franco Ballerini, vincitore nel 1990, ad Andrea Tafi, primo nel 1999, fino a Daniele Bennati, capace di imporsi sia nel 2006 sia nel 2008.
2001: gruppo squalificato, esultano i fuggitivi
Quella del 2001 è un’edizione molto particolare del Giro del Piemonte, per molteplici punti di vista. Quell’anno la corsa uscì dai suoi territori più abituali: partì da Novara e arrivò a Domodossola, nel cuore dell’Alto Piemonte. Dopo appena 17 chilometri scappò un gruppo di 17 corridori. Il plotone sottovalutò l’azione e lasciò crescere il distacco prima a oltre dodici minuti, poi addirittura a diciotto. A quel punto non ci fu più nulla da fare: i fuggitivi si giocarono la vittoria, conquistata in volata dal belga Nico Mattan davanti a Fabio Sacchi e Matthé Pronk.
Il dettaglio più memorabile, però, è un altro: prima del circuito conclusivo, il direttore di corsa Carmine Castellano decise di fermare e squalificare l’intero gruppo, ormai irrimediabilmente attardato. Dei 180 corridori partiti, soltanto i 17 uomini della fuga raggiunsero ufficialmente il traguardo. Una classica trasformata in una gigantesca eliminazione collettiva.
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