Con Fiorenzo Magni, il Giro del Piemonte attraversa idealmente due epoche: quella eroica dei pionieri e quella dei campioni destinati a diventare icone del ciclismo. La prima delle sue tre vittorie arriva nel 1942, mentre la Seconda guerra mondiale sconvolge l’Europa e coinvolge direttamente anche la sua vita. Magni tornerà poi a conquistare la classica piemontese nel 1953 e nel 1956, completando, a quattordici anni dal primo successo, una straordinaria tripletta. Il suo è soltanto uno dei nomi illustri entrati nell’albo d’oro della corsa: accanto a lui figurano campioni come Gino Bartali, Felice Gimondi, vincitore per due volte, Eddy Merckx, Francesco Moser, Giambattista Baronchelli, Gianni Bugno e Claudio Chiappucci. Nel 1977 si impose invece Roger De Vlaeminck, nella prima edizione organizzata dalla Gazzetta dello Sport. Tra tante pagine gloriose ne rimane, però, una profondamente dolorosa: quella del 1951, segnata dalla morte di Serse Coppi, fratello di Fausto.
1951: la morte di Serse Coppi, campione mai dimenticato
Serse Coppi era il fratello meno famoso di Fausto, certo, ma era un corridore con la C maiuscola, capace di vincere nel 1949 una Parigi-Roubaix, addirittura prima che ci riuscisse il fratello. Il 29 giugno 1951 al Giro del Piemonte, durante lo sprint finale, Serse infilò fortuitamente con la ruota un binario del tram, cadde e picchiò violentemente la testa a terra, in Corso Casale a Torino, a poche centinaia di metri dall’arrivo al Motovelodromo.
Le conseguenze dell’incidente non sembrarono in un primo momento gravi, ma dopo essere rientrato in albergo venne colto da violentissimi dolori di testa. Mezz’ora dopo Serse perse i sensi, e allora il medico dispose per il suo immediato ricovero in autolettiga alla clinica Sanatrix. Lo accompagnarono Fausto e il direttore sportivo Giovanni Tragella, si temeva l’emorragia e purtroppo l’apprensione dei sanitari si rivelò fondata; venne disposta la trapanazione del cranio e richiesto il sangue al banco delle Molinette, ma prima che l’intervento potesse avere luogo Serse spirò senza aver ripreso conoscenza.
Disperato, Fausto, dopo aver mormorato: “Aveva ragione la mamma: non avremmo mai dovuto correre. Non andrò al Tour de France“, venne convinto, un paio di giorni dopo, ad affrontare la Grande Boucle. Era in condizioni morali e fisiche disastrose e fu il solo Tour non vinto tra i tre che affrontò. Serse Coppi è sepolto accanto al fratello Fausto, nel paese natale di Castellania.
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