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Il GranPiemonte del presente (2009-oggi): Aru, un Tricolore per Scarponi

05/10/2026

Nel 2009 la corsa inaugura una nuova fase della propria storia e assume il nome di GranPiemonte. Cambia la denominazione, ma soprattutto cambia il modo di interpretarla: collocata a pochi giorni da Il Lombardia, diventa un’importante prova generale per gli specialisti delle classiche d’autunno. Non tutte le edizioni, però, seguono lo stesso copione. Il percorso cambia spesso volto e, in alcune occasioni, lascia spazio alle ruote veloci, come dimostrano i successi di Giacomo Nizzolo nel 2016, Sonny Colbrelli nel 2018 e Iván García Cortina nel 2022. A inaugurare il nuovo corso è Philippe Gilbert, protagonista di due vittorie consecutive nel 2009 e nel 2010. Negli anni successivi l’albo d’oro accoglie corridori di primo piano: da Rigoberto Urán, vincitore nel 2012, a Egan Bernal, che trionfa nel 2019 pochi mesi dopo essersi imposto al Tour de France, fino al giovane messicano Isaac Del Toro, primo nel 2025.

2017: la corsa vale come Campionato Italiano e vince Fabio Aru

Quella del 2017 fu un’edizione davvero particolare, perché il GranPiemonte venne disputato eccezionalmente a giugno e coincise con la prova in linea del Campionato italiano. In palio, dunque, non c’era soltanto la vittoria nella classica piemontese, ma anche la maglia tricolore da indossare per un’intera stagione.

La corsa si svolse il 25 giugno, lungo ben 236 chilometri da Asti a Ivrea. Nel finale i corridori affrontarono quattro volte il circuito eporediese, caratterizzato dalla salita della Serra, dove Fabio Aru mise in mostra tutto il suo talento facendo la differenza e arrivando da solo al traguardo.

A rendere quella vittoria indimenticabile fu però soprattutto la sua componente emotiva. Aru aveva vissuto mesi molto difficili: un infortunio al ginocchio lo aveva costretto a rinunciare al Giro d’Italia, che quell’anno sarebbe partito proprio dalla sua Sardegna, e poche settimane prima aveva perso il compagno di squadra e amico Michele Scarponi. Il corridore sardo rivelò di aver gareggiato con una vecchia maglia di Scarponi, ricevuta durante un ritiro in Sierra Nevada. Sul podio la mostrò al pubblico e, in lacrime, dedicò all’amico scomparso la conquista del titolo italiano.

Fu quindi una doppia vittoria: GranPiemonte e maglia tricolore, conquistati con un attacco da scalatore e accompagnati da una dedica profondamente personale. Pochi giorni dopo, Aru portò quel tricolore al Tour de France, dove vinse a La Planche des Belles Filles e riuscì anche a indossare per due giornate la maglia gialla.

 

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