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Il GranPiemonte raccontato in 5 campioni: Gerbi, il Diavolo Rosso

24/08/2021

“Diavolo rosso, dimentica la strada

Vieni qui con noi a bere un’aranciata

Contro luce tutto il tempo se ne va

Guarda le notti più alte

Di questo nord-ovest bardato di stelle

E le piste dei carri gelate

Come gli sguardi dei francesi”

 

-Diavolo Rosso- Paolo Conte

Ma nel 1906 non c’erano ancora francesi a contendere a Giovanni Gerbi il dominio al Giro del Piemonte, come si chiamava allora.

Anzi, per il primo podio straniero occorrerà aspettare altre 51 edizioni con il secondo posto del belga Jos Hoevenaers nel 1961.

Ma torniamo a Gerbi.

Nato ad Asti nel 1885, è uno dei grandi personaggi del ciclismo dei pionieri, passato alla storia come il Diavolo Rosso.

Leggenda vuole che il soprannome glielo attribuì un parroco, una volta in cui vide Gerbi con la sua immancabile maglia rossa sfrecciare in mezzo a una processione. Il prete, scandalizzato da tanta sfacciataggine, espresse in piemontese tutta la propria perplessità: “Chi a l’é cul lì? Ël Diav?”.

Ma torniamo al Giro del Piemonte, come ancora si chiamava allora.

Gerbi si aggiudicò le prime tre edizioni, dal 1906 al 1908.

Il 13 maggio 1906 il percorso prevedeva 320 km con partenza e arrivo ad Alessandria.

Il Diavolo Rosso ci arrivò dopo 11 ore e 21’ di corsa con un vantaggio di 41’36’’ (!) dal secondo, Battista Danesi, e 48’33’’ dal terzo, Luigi Ganna.

Nel 1907 il Giro del Piemonte si corse in un’edizione non ufficiale, col nome di “Giro delle Antiche Province Piemontesi”. Comunque si chiamasse, vinse ancora Gerbi.

Tornò ufficialmente l’anno successivo, il 28 giugno 1908, su un percorso di 309 km. Secondo si piazzò Luigi Chiodi e terzo Carlo Galetti.

Chi vinse? Di nuovo lui naturalmente.

Giovanni Gerbi, il Diavolo Rosso.

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