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GranPiemonte 2023, un disegno moderno, da veri cacciatori di classiche

23/09/2023

Cosa rende una classica avvincente? L’incertezza, l’imprevedibilità, il non poter prevedere prima quello che in gara potrebbe succedere. Tutti ingredienti che sembrano sposarsi bene con l’edizione 2023 del GranPiemonte. La corsa non si è mai lasciata tarpare le ali dalle tradizioni, che nel ciclismo sono importanti, certo, ma ogni tanto rischiano di bloccare la modernizzazione di questo sport.

Il GranPiemonte ha sempre sperimentato tanto, basti pensare che dal 2010 ad oggi le varie sedi di partenza e arrivo sono sempre state diverse. Si è passati da un comune ad un altro, da un percorso ad un altro, mettendo in mostra, di fatto, tante zone diverse di questa splendida Regione.

Anche i vincitori sono molto diversi tra loro, ci sono scalatori come Egan Bernal (2019) e Fabio Aru (2017, quell’anno valeva anche come Campionato Italiano), velocisti come Giacomo Nizzolo (2016), Sonny Colbrelli (2018) e Matthew Walls (2021), e corridori da classiche come Philippe Gilbert (2009, 2010), Daniel Moreno (2011), Jan Bakelants (2015) e George Bennett (2020).

L’edizione 2023 non farà eccezione, con una partenza e un arrivo inediti, vale a dire Borgofranco d’Ivrea e Favria, e un percorso tutto da interpretare, che nel finale si apre a diverse tipologie di scenario. Se i primi 90 km sono totalmente pianeggianti, adatti ai corridori che vorranno provare la fortuna da lontano, ben diversi sono gli ultimi 65, in cui non ci sarà un metro di pianura.

Le salite di Colleretto Castelnuovo, Faiallo, Alpette e Pracorsano, racchiuse in meno di 45 km, risulteranno infatti decisive per scoprire il successore di Iván Cortina. Ogni momento potrebbe essere quello buono per affondare l’attacco decisivo e i corridori dovranno stare sempre all’erta. Per chi si godrà lo spettacolo in televisione, sarà meglio non perdersi nessuna pedalata degli ultimi 65 km.

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