Al GranPiemonte 2026 la sfida tra attaccanti e velocisti si è risolta a favore dei secondi. Sul traguardo di Bra, infatti, il gruppo è arrivato a ranghi quasi compatti, con Dorian Godon (Netcompany Ineos) bravo ad infilzare Anthon Charmig (Uno-X Mobility) e Alberto Bettiol (XDS Astana), che si trovava lì per tirare la volata a Thomas Silva, finito però contro le barriere all’ultima curva.
Per il francese si tratta della settima vittoria stagionale, la 23ª della carriera, e diventa il quarto transalpino di sempre a vincere la corsa piemontese. L’ultimo era stato Richard Virenque nel 1996, pochi giorni dopo la nascita di Godon.
Del Toro all'attacco
Dopo il doveroso tributo a due grandi e apprezzatissimi uomini squadra come Damiano Caruso (Bahrain Victorious) e Jacopo Mosca (Lidl-Trek), all’ultima loro corsa della carriera, la gara è stata animata dalla fuga di 9 corridori. Aless De Bock (Alpecin-Premier Tech), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Alex Díaz (Caja Rural-Seguros RGA), Valentin Ferron (Cofidis), Brieuc Rolland (Groupama-FDJ United), Santiago Umba (Solution Tech NIPPO Rali), Germán Darío Gómez (Polti VisitMalta), Luc Wirtgen (Tudor) e Davide Ballerini (XDS Astana) sono arrivati a guadagnare fino a 2 minuti sul gruppo, che però non ha voluto prendere rischi e li ha sempre tenuti molto vicini.
Gli ultimi a mollare sono stati Ferron e Umba, ripresi a 40 km dall’arrivo, subito dopo la prima scalata de La Morra. La salita, molto pedalabile, non ha fatto danni nel suo primo assaggio, nonostante il tentato forcing della UAE Team Emirates-XRG, che ha usato tutti i suoi uomini senza però avere grandi risultati.
Così sul secondo passaggio si è dovuto muovere in prima persona Isaac Del Toro, il campione in carica, che con un affondo dei suoi ha messo in difficoltà un po’ tutti, tranne un reattivo Finn Fisher-Black (Red Bull-Bora-hansgrohe), che pur con fatica è riuscito ad agganciarsi alla ruota dell’ex compagno di squadra. Il messicano, non contento della compagnia, ha provato un’altra stoccata in vista del GPM, con il neozelandese che ha pagato ma poi, con lucidità, è riuscito a rientrare in discesa.
A quel punto, però, l’accordo tra i due è cominciato a vacillare, e il gap di 30” sul grosso del gruppo che avevano in cima alla salita è crollato rapidamente, anche perché diverse squadre hanno trovato la forza per organizzare l’inseguimento. A 1400 metri dall’arrivo i due attaccanti sono stati ripresi e a quel punto evitare la volata è diventato impossibile.
Bettiol ha preso la testa nelle ultime centinaia di metri per lanciare Silva, ma l’ultima curva è stata fatale all’uruguaiano ex Maglia Rosa, che è finito contro le barriere rallentando fatalmente tutti quelli che aveva dietro. Così a giocarsi la vittoria sono stati Bettiol, Charmig e Godon, con il francese che ha però dimostrato una volta di più di avere quest’anno un ottimo feeling con la vittoria.