Dove nasce la leggenda del Diavolo Rosso
Il 13 maggio 1906 va in scena la prima storica edizione del Giro del Piemonte. Partenza e arrivo ad Alessandria, 320 km e oltre 11 ore in sella. Vince Giovanni Gerbi, che si affermerà anche nelle due edizioni successive, e nasce il mito del “Diavolo Rosso”: l’astigiano, vestito con un’inedita maglietta scarlatta è in fuga, sbaglia una curva e finisce in mezzo a una processione. Il prete lo vede e diffida i fedeli dall’avvicinarsi: “Quello è il diavolo!”. Come lui, poi, vinceranno 3 edizioni anche Costante Girardengo, Aldo Bini, Gino Bartali e Fiorenzo Magni, che resistono tutt’ora come i più vincenti di sempre. In un paio di edizioni, nel 1933 e 1934 per l’esattezza, la corsa si sviluppò su più giorni, prima in 4 e poi addirittura in 6 tappe.
hall of fame
Lo scenario ciclistico del primo dopo guerra è dominato da un corridore solo, un piemontese, il primo Campionissimo, Costante Girardengo. Un fuoriclasse capace di vincere due volte il Giro d’Italia (nel 1919 e 1923), sei volte la Milano-Sanremo (nel 1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928), tre volte il Giro di Lombardia e cinque volte la Milano-Torino solo per citare alcune delle sue 131 vittorie su strada e 965 su pista, detenendo inoltre anche il record di vittorie nei campionati italiani su strada con nove successi totali, ottenuti consecutivamente. Ma Girardengo ha vinto anche tre volte il Giro del Piemonte, nel 1919 e 1920, e poi nel 1924, la corsa di casa, visto che non si era mai lontani dalla sua Novi Ligure. Sono gli anni in cui nasce il suo mito, in cui il direttore della Gazzetta dello Sport, Emilio Colombo, comincia a chiamarlo “il Campionissimo”, 30 anni prima di Fausto Coppi.