PERCORSO

La corsa si snoda tra il Canavese e il Biellese. Nella prima parte si presenta articolato e ondulato su strade a volte ristrette (specie negli attraversamenti cittadini) e a volte larghe e rettilinee. Dopo il Rifornimento Fisso (km 102-105) il percorso è praticamente pianeggiante fino a Valdengo dove inizia la salita pedalabile di Nelva attraverso Valle San Nicolao e Bianchette. Discesa veloce su Biella dove inizia la salita finale di Oropa sul percorso “classico” già affrontato in diverse occasioni dal Giro d’Italia.

ULTIMI KM

Ultimi 11 km in salita da Biella fino al Santuario di Oropa. Prima parte, fino all’abitato di Favaro, con pendenze dolci. Nell’abitato di Favaro, con pavimentazione in porfido, si raggiungono le pendenze massime (attorno al 13%). La salita prosegue con numerose curve e con pendenze attorno al 9% fino all’arrivo su un rettilineo in porfido di 130 m largo 6.5 m.

PARTENZA – AGLIE’

Sorto sul sito dell’antica città romana di Alladium, il comune di Agliè è citato già in documenti storici risalenti all’inizio del XII secolo, quando i feudatari del Canavese se ne spartirono il territorio, ed è noto per la presenza del bel Castello Ducale, risalente proprio a quel periodo e di proprietà dei conti San Martino di Agliè. Dal 1997 insignito del titolo di Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, l’edificio è circondato da uno splendido giardino in cui crescono fiori rari e alberi secolari ed è caratterizzato da una facciata monumentale con due rampe di accesso; al suo interno si possono visitare circa 300 stanze, la maggior parte delle quali ancora arredate con mobili d’epoca. La cittadina è famosa inoltre perché vi soggiornava, durante il periodo estivo, il poeta torinese Guido Gozzano, in una residenza in stile liberty della seconda metà dell’Ottocento chiamata Il Meleto e nel cui giardino si può ammirare oggi un’installazione artistica intitolata La signorina Felicita, che rende omaggio all’omonima poesia. L’atmosfera suggestiva del paese si respira anche solo concedendosi una passeggiata a piedi per le sue strette stradine, costeggiate dai portici e su cui affacciano, qua e là, bellissime chiese.

RIVAROLO CANAVESE

Adagiato sulla sponda destra del torrente Orco, il centro di Rivarolo Canavese deve con tutta probabilità l’origine del proprio toponimo all’antica denominazione di Riparolium, letteralmente “piccolo luogo sulla riva”. I monumenti di principale interesse sono il Castello di Malgrà, di origine medievale e costruito fra il 1333 e il 1336 per volere del conte Martino di San Martino, la chiesa di S. Michele Arcangelo, capolavoro dell’architetto torinese Bernardo Antonio Vittone, e la quattrocentesca chiesa di S. Francesco, con annesso convento. All’interno del castello sono ancora visibili frammenti di affreschi risalenti al Quattrocento. Il centro storico cittadino è attraversato dalla via Ivrea che, fiancheggiata da portici su entrambi i lati, è una delle strade più eleganti di tutto il territorio canavese; vi affaccia, fra gli altri palazzi d’epoca, la sede del Municipio.

BORGO D’ALE

Centro del vercellese non lontano dal lago di Viverone, Borgo d’Ale è rinomato per la sua produzione ortofrutticola di eccellenza (kiwi, uva fragola e pesche), che ha dato vita alla tradizionale Festa delle Pesche celebrata ogni anno tra fine giugno e inizio luglio. Costituitosi durante il marchesato di Arduino di Ivrea sulle vestigia di quattro antichi villaggi adiacenti – Erbario, Clivolo, Meoglio e Areglio – il borgo passò nel XIV sec. sotto il dominio dei Visconti di Milano, prima, e dei Savoia poi. Fra i monumenti degni di interesse la Porta d’Alice, un arco in mattoni sorto sui resti di una porta romana risalente al XII sec., e la chiesetta rurale dell’XI sec. dedicata a san Michele di Clivolo, che conserva tracce di affreschi del XII sec. Ogni terza domenica del mese si tiene a Borgo d’Ale il Mercatino dell’Usato e dell’Antiquariato, uno dei più importanti del Piemonte ed evento di grande risonanza per tutti gli appassionati di oggettistica vintage: nell’esposizione di oltre 500 bancarelle si può trovare davvero di tutto, dalle stampe ai libri, dai mobili antichi ai manufatti artigianali all’abbigliamento.

CAVAGLIÀ

Il toponimo di questo comune, sorto sul tracciato dell’antica via Francigena, è riconducibile con quasi assoluta certezza all’antico termine caballius: questo perché, sviluppatosi in epoca celtica e romana come importante crocevia di collegamenti militari tra la pianura padana, le valli biellesi e il Canavese, veniva utilizzato molto probabilmente come stazione di rifornimento per i cavalli. Non per nulla sullo stemma araldico cittadino campeggia un cavallo rampante. Il castello di Cavaglià, fatto erigere dalla famiglia Rondolino nella prima metà del XVIII sec., è stato completamente ristrutturato alla fine del secolo scorso, mentre nella chiesa barocca di S. Michele Arcangelo si possono ammirare arredi lignei di fine manifattura, oltre a un prezioso organo dell’Ottocento. Ma la vera curiosità di questo centro è che si trova proprio qui una piccola Stonehenge piemontese: vi si possono ammirare 11 menhir, risalenti secondo gli studiosi a un periodo compreso fra 4.000 e 5.000 a.C., disposti a cerchio nella tipica formazione del Cromlech.

COSSATO

Il nucleo più vivo di questo comune del biellese, vera eccellenza nel campo della produzione artigianale di filati e tessuti di altissima qualità, si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta e piazza Gramsci e nella zona pedonale nata di recente intorno a piazza Croce Rossa, dove si svolge un famoso mercato settimanale. Il fascino di Cossato risiede tuttavia non tanto nel centro storico quanto nelle sue numerose frazioni, sparse un po’ in tutto il territorio: vere e proprie borgate, secondo l’accezione più antica del termine, agglomerati di vecchie case affacciate su una via o su un cortile interno, in cui si respira ancora quell’atmosfera serena e tranquilla di un tempo che fu.

BIELLA

Capoluogo dell’omonima provincia, la città di Biella affonda le radici nell’alto Medioevo ma visse l’apice del proprio sviluppo urbanistico nell’Ottocento, grazie al fiorire di una molto rigogliosa industria tessile. Numerose ville e palazzi d’epoca della città bassa, insieme al Battistero romanico (X-XI sec.) e alla Cattedrale, testimoniano l’importanza e la ricchezza del suo percorso storico, artistico e culturale. Vero cuore nevralgico della città è però il Piazzo, il borgo di sapore tutto medievale situato nella parte alta, cui si accede anche tramite una comoda funicolare. Ma ecco la notizia curiosa: forse non tutti sanno che, per ovviare al rischio di possibili bombardamenti, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale gli impianti di produzione della Piaggio furono trasferiti da Pontedera a Biella; e fu quindi proprio qui che, nel 1944, venne progettato il prototipo della prima Vespa. Merita senz’altro una visita, poi, il M.A.C.I.S.T., o Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze, nato da un interessante progetto artistico coordinato dal Maestro Omar Ronda.

ARRIVO – SANTUARIO DI OROPA

Antico luogo di culto mariano dedicato alla Madonna Nera, la cui statua è venerata sin dal lontano 1300, il Santuario di Oropa si trova a m. 1.159 di altitudine, e il Sacro Monte che lo ospita attira ogni anno milioni di appassionati del cosiddetto turismo religioso. Il complesso monumentale comprende diversi edifici, che si sono via via sviluppati e modificati nel corso del tempo: fra gli altri la Basilica Antica, con lo splendido chiostro, la Basilica Nuova, l’Appartamento Reale e la Biblioteca. Le oltre 300 stanze degli edifici laterali sono adibite all’alloggio dei pellegrini che vi affluiscono copiosi lungo tutto il corso dell’anno, in qualsiasi stagione e con qualunque clima, per immergersi nel suo silenzio meditativo e ritrovare così l’equilibrio spesso perduto nel caotico affanno della vita quotidiana.